giovedì 6 giugno 2013

L'abito da sposa

Scegli il tuo abito da sposa
quando ancora non sai cosa sia una sposa
quando ancora non sai quanto le cicale che ti cammineranno sulla schiena faranno male.
Scegli il tuo abito da sposa quando ancora non sai che vestirai il lutto senza indossare lacrime
quando ancora non sai che prenderai ogni sua piccola sillaba e la incastrarai tra il timpano e il martelletto.
Scegli  il tuo abito da sposa quando ancora non sai che sarai folle e sola
quando non sai che riempirai i cassetti di utensili e alchemie contro te stessa.
Scegli il tuo abito da sposa e lo scegli bianco, come bianco è il silenzio, perche' e' di quel colore che diventerai quando lui ti avra' prosciugato il sangue.

lunedì 15 aprile 2013

.


le tue mani passano su di me
come falce tra l'erba
è l'ultimo giorno che stiamo assieme
i pianeti ruotano inquieti

tagliami i capelli
sono promesse che non ho mantenuto

la luna scompare nell'utero nero

ti prometto che è l'ultima volta 
che mi troverai tra i roseti

resta con me
il muschio copre i nostri piedi

le tue camicie sono in ordine
le ritroverai in primavera
nella stanza in cui non abitiamo più

lascia la terra con me
i venti ancora non sono passati

ti prometto che è l'ultima volta

che ti porterò lontano dal mio grembo


martedì 23 ottobre 2012

lautunno



tieniti stretto al mio abbraccio
oggi è la prima luna d’autunno
attraverso il bosco lo spirito non ti caccerà

la volpe è mesta al nostro passaggio
ha divorato il cuore della lepre
e del suo sangue è bagnato il fossato

non destare il capo ancora
le voci che tu senti
tessono ragnatele nei tuoi occhi

miei sono i rami nodosi
che ti sorreggono le membra
dove l’animo cede

quieto.
al tronco ho chiesto riparo
posa nel mio grembo ora il capo
all’alba la terra  risponderà




venerdì 12 ottobre 2012

Come Atei Pini


nascondono dubbi
le piume di fagiano
che ho lasciato sul tavolo

le ho posate li per te
a te che le domande
nascono come aghi nella bocca

il canto della stagione
ancora è rigido
lungo i passi del sentiero

tu mescoli foglie
e corteccia
e cerchi nodi tra i capelli sciolti

non senti anche tu
l’inverno arrivare
mordendo la  bacca
serrata nella mia bocca?



come atei pini
che benedicono il cielo
restiamo, io e te,
a contemplare in giardino il melo

martedì 18 settembre 2012

a casa, di sera


Sono a stendere le parole
quelle usate in questo anno passato
le ho lasciate ammorbidirsi nell’acqua tiepida
le ho lasciate perdere colore
nella candeggina inodore
tornano bianche come la luce
che inonda il tuo occhio

-hai un filo d’erba tra i capelli
hai dormito ancora sull’erba-

le parole le ho contate
sono quelle che ho lasciato
le stesse che ho pronunciato
da maggio ad aprile
le ho cambiate, le ho camuffate
le ho date a te per non farti credere
che fossero mie
e poi si sono seccate
di essere mie, di essere tue, di essere nostre

Nella corteccia dell’albero
pezzi delle mie unghie,
quando le parole erano feroci,
al tatto ricordano le nuvole
lontane, passate, flebili voci
Si, ho io il tuo cappello
no, non ti ho lasciato indietro

Hai l’odore del tramonto
ti ricordi ancora quando sogno?
Ancora il sole tinge la sera,
e la terra, il fiume e le nuvole
lei corre serena.
Ritiro il mio bucato
non fermarti a contare i passi del passato
scendi con me a casa stasera
sul comodino ancora il racconto
che non hai terminato









mercoledì 5 settembre 2012

Sostanza

e non ha toccato la pelle
non si e' sentito sulle ossa
e non conosco quanto corre il sangue
al cuore assetato tenuto in asso
e non e' nato il giorno e non e' morta la notte
che gia' tengo in grembo tutte le albe
che con te arriveranno



martedì 21 agosto 2012

Agosto

Il cuore capisce che e' un solitario,
pietra dura incastonata in un cerchio
di terra.

Sciolto dal tuo si scopre nudo.
Lontano dal tuo comprende la necessita' delle distanze
Separato dal tuo sa che l'assenza non e' abbandono 
ma solo antidoto al veleno che diventa l'amore.

Ti porto nel mio grembo
perche' l'anima ti ha mandato in esilio dal cuore

Tra me e te non ci sono le mure di Milano
e nemmeno le coste siciliane
Tra me e te non c'e' una donna che dorme sulla tua spalla e nemmeno un uomo che mi respira sul petto
Tra me e te c'e' solo uno spazio aperto 
che brucia di luce bianca
dove violente possono scontrarsi le correnti del cuore

Ogni mattina io divento un punto lontano
dove i gabbiani volano in cerchio 
e l'odore del mare muta in odore di pioggia